DUE AMICHE, IL DESTINO AVVERSO E LO ZOO ALIENO (Il delirio della domenica mattina)
Ieri sera ho capito delle cose nuove. Una serata andata male, prima per me poi anche per la Pam, ma riuscita bene, un fallimento di grande successo come l'operazione Apollo 13.
Non volevamo di certo ritrovarci noi due, di sabato sera a casa e finire per fare biscotti; volevamo uomini, storie diverse ma sempre di uomini si trattava, io volevo sentirmi sexy, lei amata e invece niente, biscotti; e quindi abbiamo chiacchierato, scazzato, riso poi birra, sigaretta, riso, scazzato, biscotti, sms, riso, birra e sigaretta, insomma una serata normale tra noi, mancava solo il terzo elemento del trio che ci è stato sottratto dalla crucconia (bella de casa).
In tutto questo ho capito che a noi ci lega uno strano gioco del destino, neanche troppo divertente a mio parere, per cui nella sfiga non siamo mai sole ma ci ritroviamo sempre insieme. Praticamente un'amicizia legata dalla sfiga. Sembra, a guardare bene, che per ogni sfiga dell'una corrisponde equivalente sfiga dell'altra... che carine!!! Che io dico, va bene, qualcuno potrebbe dire, siete fortunate, sì bravi, fortunate: finiremo per sentirci pure in colpa una delle puttanate che succedono all'altra, e purtroppo da queste parti ne succedono di diverse.
Nonostante tutto però apprezzo questo strano scherzo del destino, perchè in fondo succede poi che, così facendo, ci tiriamo su a vicenda nelle situazioni peggiori e quindi....
E questa era la parte 'romantica' del post. Ora la parola passa alla personalità 'iena' che sta recalcitrando da ieri sera per cose che non è riuscita a digerire.
Siccome ho studiato un po' e, per questo, abbandonato credenze popolari e quant'altro, ho la tendenza a non credere che siamo in balia di qualcosa chiamato fato. Preferisco ipotizzare che siamo noi a crearci quello che chiamiamo destino, che, spesso, sono i nostri comportamenti e il nostro modo di rapportarci agli altri che crea situazioni e fa la differenza, che ancora più spesso, basterebbe una sana autocritica e un minimo di buonsenso per rendere il nostro approccio alla vita migliore.
Per quanto mi riguarda, credo di poter affermare con onestà di essermi sempre comportata secondo questi principi, sempre, anche troppo. Sono la classica persona che si pone la classica domanda 'sarò io?'. E le risposte sono diverse ma convergono spesso ad un punto: 'ma sì, se mi fossi comportata diversamente...' oppure 'ma non è che lui/lei è stronzo/a, sicuramente non ci siamo capiti' e ancora 'ci sarà un motivo valido per un comportamento tanto strano' (a guardare bene tutte risposte di retaggio cattolico: ho passato la mia infanzia in mezzo alle suore prima di diventare una sincretica senza ritorno e recupero).
Con questo che voglio dire? Bho, ho perso il filo del discorso, ho ancora la birra in circolo e un mal di testa terribile! Sì ci sono: voglio dire che, cazzo santo, mi sono stufata di questo buonismo che fa inviadia a Madre Teresa. Mi sono stancata di trovare spiegazioni a tutto e di giustificare persone che non meriterebbero nemmeno di strisciare per quanto sono basse. Odio non dare una seconda possibilità alla gente che mi si para davanti deludendomi, infondo anche Ali Agca è stato perdonato (?), chi sono io per non dare modo alle persone di recuperare un errore?
E qui scatta l'analisi (che palle, ma non potevo nascere un po' meno analitica?). La colpa anche questa volta è mia (e che te pare), perchè a ben guardare, continuo a resettarmi su persone che non lo meritano affatto e magari a non dare seconde possibilità a chi invece dimostra di essere quanto meno 'normale'. Con questo giochetto ho riempito la mia vita di mostri, di uomini che vanno e vengono senza motivo nè criterio, uno zoo alieno praticamente, in cui mi trovo a mio agio come distesa su un letto di chiodi.
Perchè sto scrivendo tutto questo? perchè ieri sera dovevo vedere uno di questi animali da compagnia, avevo deciso di fornire lui una seconda chance perchè (e rieccoci col buonismo) pensavo di essere stata troppo categorica. Categorica un par di ...., direbbero a roma, seconda chance un c...o! O meglio, io gliel'ho data la seconda possibilità e lui, anche questa volta, se l'è giocata da schifo.
Sarà il caso di dargliene una terza?!? Naaaaaaaaa.... eh no... e mi dispiace ma le suore le ho abbandonate alle elementari e da allora sono una pecorella smarrita, Madre Teresa è morta, pace all'anima sua, Gandhi pure e Ali Agca è stato perdonato, e tu, animale da compagnia te ne vai aff..... con dignità e serenità.
PS: scusatemi se sto diventanto un po' troppo triviale nelle espressioni ma a volte alcune di esse rendono molto meglio gli stati d'animo di altre parole più eleganti, mi impegnerò, però, nei prossimi post, nella ricerca di espressioni meno dialettali e meno scurrili. Chiedo perdono ai lettori più raffinati.
VADO A FARE UN PISOLINO NEL SARCOFAGO
Non è una diceria, nè una leggenda: chi scrive ha bisogno di qualche cavolo per la testa, di qualcosa che lo disturba, che lo fa stare male; chi diceva che i poeti hanno bisogno del dolore non sbagliava. Insomma una povera ragazza che sta bene, che è quasi serena e tranquilla... non c'è verso... non ha un cappero da scrivere. E' così: devo arrendermi a questa verità.
Ma, in realtà di verità ce ne sono diverse: sì, sì, starò anche meglio, meno incazzata col mondo, quindi con meno cose da vomitare nel blog, però il mio sfrenato senso di giustizia deve fare un'ammissione e anche un po' grave. Eccola qua: non ho niente da scrivere perchè non ho niente da raccontare e non ho niente da raccontare perchè non faccio niente. Ecco l'ho ammesso. Mi sono rintanata nella mia nuova casa e non mi muovo più da lì, non sto uscendo per niente, barricata nella mia piccola Disneyland come Micheal Jackson nella sua Neverland (oddio, non è proprio così, io non c'ho mica le montagne russe sul balcone).
Eh già, Roma mi vede prorpio poco in giro, eppure mi ero ripromessa di voler girare per i locali più di tendenza della capitale questo inverno, fare uno shopping adatto alla bella vita e mostrami sempre al meglio, riempire l'armadio di vestiti improbabili da indossare se non in locali particolarmente adatti, invece.... ma... aspetta. Ho capito qual è il probelma!!!!! Ho capito cosa mi ha tenuto rinchiusa come una casalinga che aspetta il premio 'massaia dell'anno'.
Tutti i soldi che avrei voluto spendere per bei vestiti e splendidi accessori sono finiti sotto gli artigli di banca, venditori di cucine, ditte di ristrutturazione e altra gente che ha girato per casa mia come fosse un porto di mare per sistemarla, abbellirla, renderla funzionale ecc. ecc. Dovrei ringraziarli tutti e invece li Odio!!! Altro che vestiti improbabili, il mio conto in banca è diventato improbabile!!!!!!! Il mio portafogli è qualcosa di irriconoscibile.
E così, niente shopping, niente bei locali, nei viaggi, niente di niente, e finisce che se ti vuoi fare una birra in compagnia chiami gli amici e li fai venire a casa. Di questo passo mi ritroveranno con la pelle pallidissima che dormo in una bara.
Devo risolvere assolutamente questo problema! Vi farò sapere.
UN TEMPO PICCOLO - Tiromancino
Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le pene con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le pene con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo.
BAAASTAAAAA!!!!!!!!
E adesso mi avete veramente stufato; ma con chi credete di avere a che fare? Vado forse in giro con una maglietta con su scritto Riciclaggio Vecchie Storie? Ma che diamine, ma siamo rimaste in così poche che sempre qua dovete tornare? E passi il "Mio Campione" (lui è un caso particolare; il mio ego si farebbe assumere al circo come trapezista se tornasse, ma tanto con i tempi da bradipo che si ritrova....), passi quell'altro elegantone che chiama tre volte l'anno perchè quel we non ha trovato nessuna con cui fare sesso (e questo ve l'ho risparmiato, beati voi!), adesso però pure il Fenomeno?!
Questo è davvero troppo, il Fenomeno, colui che si aspettava di farmi cadere ai suoi piedi come un budino al cioccolato (e io ci stavo pure per cascare) e invece ha trovato una specie di muro di gomma o qualcosa del genere.. adesso dalla rabbia non mi viene la metafora. Quello che mi diceva "ti prego resisti ai miei corteggiamenti perchè mi piace corteggiarti" maddechè, ma che stai a dì!!! Che poi effettivamente, per correttezza, devo dire che da una parte era anche vero perchè, in effetti, lì si è fermato, non ha mica azzardato molto di più se non volgari doppi sensi.
Va bè, è andata così:
stavo alla cassa del bar dove di solito mangio con le mie colleghe preferite, stavo pagando mentre mi uccidevo dalle risate per un discorso che stavamo facendo a pranzo (ah sì, sparlavamo della cognata del mio ex, un personaggio da brivido), sento il mio cell che fà il suo suono da bacchetta magica quando arriva un sms (quanto mi piace... mi sento tanto Creamy), apro il telefono convinta fosse qualcuno che mi poteva far piacere leggere e INVECE leggo: FENOMENO. Ho allontanato da me il telefono come se fosse uscito un poltergeist dal display, mia cognata, una delle mie colleghe preferite, mi ha guardato impallidita "che hai fatto?" mi ha detto; io mi sono ripresa un secondo, ho rimesso il cell nella borsa e, come se niente fosse, siamo tornate verso l'ufficio. La battuta migliore lungo il tragitto è stata "capirai! nooo, questo no, mo' c'è pure il rischio dell'aviaria" (e quasta la capiranno in pochi).
scambio di sms:
C: Ciao bella come stai....... mi mancano le nostre conversazioni
W: Quali conversazioni? Eh lo so ci siamo un po' persi di vista
C: E tu guarda... recupereremo mai? Tu stai bene?
W: Chi può dirlo? Sì io sto bene e tu che combini? (il T9 ha scritto 'concimi' uuuaaaaaaahhhhh)
C: Ti penso... solite cose ma con rinnovato impegno ...ti bacio, e permettimi, dove mi pare a me....................
[(Permettimi dove mi pare?????????!!!!!!!!)]
W: Ok
Non ne posso più mi sembra di vivere Il Giorno della Marmotta, BAAAAAASSTAAAAAAA!!!!!!!
MANGIO TROPPA CIOCCOLATA
C'è qualcosa che sta funzionando proprio male in questo periodo, mi chiedo spesso dove sia finito il mio "inconfondibile" positivismo... ma che sto dicendo, io sono una depressa cronica, lo sono sempre stata, ho solo dalla mia, a differenza delle altre depresse croniche, una propensione innata a sognare che mi porta sempre più in là anche quando non vorrei muovermi per niente; non c'è verso di stare fermi, in pace, in tranquillità, la mia mente va, vaga, incontra, comunica... sono una folle e dovrebbero internarmi, invece sono qui a piede libero e c'è anche gente che chiede miei consigli su come comportarsi (sono più folli di me!)
Siamo una generazione di folli, di incompresi, di alienati; di gente senza un perchè per vivere, senza un sogno da realizzare, senza fondamenta su cui riposare; siamo una generazione di disperati che si dipingo un bel sorriso in faccia perchè nessuno sappia quel che hanno dentro, a questa generazione non è concesso lamentarsi, stare male, sentir mancare qualcosa; non è concesso, non siamo forse noi i bambini degli anni '80? Cosa si poteva desiderare di più negli anni '80; che merda di decennio che è stato, neanche la moda, la musica, il cinema, non si è salvato niente, era tutto un continuo e cronico Orrore.
OK, ora basta, che la mia personalità positiva prenda il sopravvento su questa che ha parlato finora, se no finisce male.
Come? E' in ferie? La mia personalità positiva ha pensato bene di prenotare una bella settimana bianca? E ha 'volutamente' lasciato noi altre 9 ad impazzirci e litigare? Che bastarda!!!!!!!
Allora sai che faccio? Prendo la mia personalità indolente, poggio i piedi sulla scrivania, mi sdraio sulla sedia e comincio a mangiare cioccolata e ne mangerò fino quando gli zuccheri non prenderenno il sopravvento sul veleno che ho accumulato nelle ultime 48 ore.
Qualcuno mi salvi!